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Il Boschetto di Pan

Ambiti Applicazione

AMBITI DI APPLICAZIONE

Le Arti e le Terapie Espressive  possono essere utilizzate tanto in ambito preventivo-integrativo, che educativo- riabilitativo,  terapeutico  e clinico, nonché in progetti sociali rivolti alle comunità.

Oltre ad essere competenza  specifica  dell’Artiterapeuta, le Arti e le Terapie Espressive rappresentano  un valido strumento di supporto e di integrazione per molteplici figure professionali quali Psicologi, Psicoterapeuti, Medici, Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica, Fisioterapisti, Psicopedagogisti,  Assistenti Sociali,  Educatori Professionali,  Dirigenti ed Operatori di Comunità (nel settore Minori, Anziani ed Handicap, fisico e psichico), Operatori dei Centri di Salute Mentale,   Infermieri (Professionali e Generici),  Insegnanti, Insegnanti di Sostegno, Studenti Universitari, Operatori impegnati nel volontariato, Architetti, Artisti ecc.

Esse possono essere utilizzate in gruppi con  finalità preventive e socializzanti dagli Operatori Olistici a orientamento espressivo-corporeo.

Rappresentano un’opportunità di potenziamento e di valorizzazione dell’attitudine al gioco e all’espressione ludica , di socializzazione e di comunicazione tanto per i  bambini che  per gli adolescenti,  permettendo di accedere alla dimensione affettiva  e di condividerla, migliorando  le competenze relazionali.                          

Sono uno strumento privilegiato nella disabilità, sia lieve che grave, laddove l’aspetto cognitivo risulta compromesso e/o il linguaggio verbale è ridotto o assente, in quanto permettono di stabilire una relazione non verbale, attraverso il linguaggio delle immagini e della manipolazione e consentono l’attivazione di percorsi volti all’acquisizione di autonomia.

Permettono di affiancare e/o di integrare percorsi di psicoterapia, sia  con pazienti nevrotici che  psicotici,  aiutando i primi a riconnettersi alla propria dimensione creativa, ammorbidendo  le difese, e  i secondi a ritrovare o a rafforzare il contatto con la realtà, attraverso l’uso di forme e simboli condivisibili.

Possono essere utilizzate con utenti anziani, sia a fini socializzanti che terapeutici, permettendo il recupero di parti vitali del sè .

In ambito medico rappresentano la possibilità di scoperta di parti “sane” , che possono essere messe in gioco come validi strumenti per affrontare il processo di malattia.

Possono essere un valido supporto in fasi di malattia avanzata, aiutando a sostenere il processo di distacco e di  separazione, attraverso il canale dell’espressione creativa.

Possono essere utilizzate in programmi di recupero (comunità di tossicodipendenti, centri per minori, carceri ecc.) per facilitare e supportare il processo di ricostruzione dell’identità e del ruolo sociale.

Sono utili nei gruppi di lavoro (aziende, cooperative, gruppi classe ecc.) per focalizzare e trasformare aspetti dinamici disfunzionali in modo ludico e creativo e in progetti condivisi dalla comunità .

In particolare la Drammaterapia Integrata, facilitando il dialogo tra i molteplici sé presenti nella persona, mediante percorsi esplorativi ed espressivi, e il dialogo tra i diversi componenti di un gruppo, mediante l’uso della drammatizzazione e della rappresentazione creativa, può essere utilizzata in tutti gli ambiti descritti , in modo differenziato in base alla finalità dell’intervento, per promuovere lo scambio, il confronto, la focalizzazione e la risoluzione dei conflitti, l’integrazione personale e sociale, l’assunzione di nuove prospettive e di punti di vista alternativi .

L’operatore che utilizza la Drammaterapia Integrata secondo il modello del Teatro del Sé può operare solo o in equipe multidisciplinari con altre figure professionali (psicologi, psicoterapeuti, psichiatri e neuropsichiatri, assistenti sociali ecc.) e deve essere in grado di misurare gli interventi, in base all’utenza e alle finalità previste. Per fare questo è importante che nella sua formazione abbia svolto lui stesso un buon training psicocorporeo e che abbia raggiunto una sufficiente consapevolezza di sé. Attraverso un lavoro su di sé e sull’aspetto relazionale, sugli aspetti della comunicazione non verbale, relativi alla regolazione dello sguardo, all’uso dello spazio interpersonale e alle dinamiche presenti nei gruppi, potrà dosare gli interventi e proporre agli utenti un training psicocorporeo adeguato ad ogni singola situazione.

Egli  terrà sempre conto dei tre fondamentali aspetti, terapeutico, simbolico ed estetico, ma si  muoverà in modo variabile lungo un continuum , attraverso  un asse che vede ai suoi estremi da una parte l’ intervento di tipo clinico e  dall’altro la costruzione di una performance teatrale.