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Il Boschetto di Pan

Construction & Therapy

CONSTRUCTION & THERAPY


Construction & Therapy (C&T)
è un concetto sviluppato dall’Urban Design Studies Unit (UDSU) del Dipartimento di Architettura dell’Università di Strathclyde  a Glasgow, (GB). Esso integra la realizzazione di edifici e il trattamento del disagio personale in un’unica esperienza rivolta a comunità colpite da sindromi post-traumatiche (dipendenze, disoccupazione, deportazione, violenza e crimine, sindromi post-belliche o post-disastro). Attraverso C&T abitanti e altri attori sociali sono condotti all’immaginazione, definizione e costruzione dei propri spazi direttamente e collettivamente, con l’obiettivo di costruire, insieme agli spazi, anche i legami di comunità e d’identità locale. C&T si basa  sull’ insegnamento teorico e dell’esperienza pratica di Christopher Alexander
, figura tra le più prolifiche, discusse e rilevanti del dibattito internazionale sull’architettura e la civilizzazione moderna dal dopoguerra ai giorni nostri.

Poiché l’atto diretto del costruire può essere un’esperienza terapeutica a più livelli, C&T unisce costruzione diretta e coinvolgimento delle comunità mentre indaga l’esperienza del costruirsi collettivamente il proprio posto nel mondo. La parte terapeutica prevede il coinvolgimento di pratiche dedotte da discipline quali l’Antropologia Culturale, la Psicomotricità e le Arti Terapie: è data particolare attenzione ad arte e movimento, e ad arte e spazio rappresentativo,  come fenomeni di espressione sociale, capaci di coinvolgere la comunità locale e lo staff di C&T in una reciproca comprensione empatica. Si tratta perciò di un approccio olistico, rivolto a (ri)definire  i bisogni delle parti coinvolte nel processo di costruzione non solo a livello delle necessità materiali, ma specialmente a quello delle formazioni emotive personali e di gruppo.

L’elemento essenziale nel processo edilizio di C&T è l’eliminazione delle barriere che convenzionalmente separano i soggetti del processo stesso, e con essi i luoghi e i tempi delle decisioni. Di conseguenza non c’è separazione tra la concezione del progetto e la sua costruzione materiale: entrambe avvengono nello stesso momento e nel luogo del progetto, ed entrambe hanno come protagonisti le stesse persone (lo staff e gli abitanti/utenti riuniti in un unico gruppo di lavoro). Questa fase cruciale del processo di C&T, chiamata ‘Conception and Construction’, si apre con la modellazione dell’edificio e degli spazi afferenti in scala 1:1, attraverso la quale il gruppo simula e sperimenta direttamente sul posto le varie opzioni possibili, e decide collettivamente quale sia la migliore attraverso un processo per prova ed errore. La sperimentazione avviene utilizzando materiali di scarto a costo zero, e procede per grandi sistemi funzionali dalla dimensione più grande e più collettiva (per esempio gli spazi pubblici o comuni) a quella più piccola e individuale (per esempio gli spazi privati o personali). Il cantiere è quindi aperto sulla base dei risultati di questa sperimentazione e impegna materialmente nella costruzione il gruppo nel suo insieme secondo le disponibilità e le competenze. E’ regola essenziale del processo che le decisioni sui sistemi superiori  (per dimensione e ruolo collettivo) non possano essere cambiate in seguito, ma modifiche sono sempre possibili anche nella fase di costruzione all’interno dello stesso sistema.

La costruzione è preceduta da un lavoro preliminare rivolto principalmente a due obiettivi: da un lato comprendere i valori che il luogo di progetto incorpora ed esprime per gli abitanti intesi in primo luogo come singoli individui e poi come collettività di persone e come comunità (‘Land Exploration’); dall’altro accedere, ancora una volta individualmente e poi collettivamente, ai modelli di utilizzo quotidiano degli spazi e alle loro visioni ideali sotto forma di desiderio e sogno (‘Pattern Language’). Fondamento di queste fasi preliminari è la costruzione di un linguaggio comune (non solo verbale) tra staff e gruppo locale, ma anche tra i vari membri del gruppo locale stesso, che consenta a tutti i soggetti di condividere lo stesso spazio emotivo. Tutti gli aspetti organizzativi, finanziari e più convenzionalmente tecnico-progettuali della costruzione sono affrontati dallo staff, prima e durante questo processo.

Il processo costruttivo di C&T è base di una nuova pratica educativa radicale rivolta ad architetti e costruttori nel Master “Building Beauty” (www.buildingbeauty.net) offerto dall’Università Suor Orsola Benincasa a partire dall’anno accademico 2017/18.

Il Progetto Rodari C&T è un intervento sperimentale che ha  portato per la prima volta in Italia e nel mondo i principi di C&T nell’educazione dell’infanzia, in particolare all’interno della Scuola Comunale dell’infanzia G. Rodari di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia. Il progetto, sostenuto e finanziato dal Comune di Scandiano, ha avuto la durata di due anni e si è svolto con la supervisione e il monitoraggio del Dipartimento di Architettura dell’Università di Strathclyde di Glasgow, con l’obiettivo di realizzare uno spazio all’interno della scuola progettato e realizzato dai bambini, dai genitori e dagli insegnanti, attraverso un percorso di esplorazione dei propri spazi personali, dei propri desideri e dei desideri condivisi con la comunità.                                        

Il progetto ha proposto un percorso di formazione interdisciplinare rivolto ai bambini, alle famiglie e agli operatori della Scuola basato sull’esperienza del costruire insieme, intendendo  sollecitare le capacità progettuali e realizzative dei partecipanti attraverso un’investigazione del loro mondo interiore, per condurli  al riconoscimento dei bisogni in rapporto agli spazi e alle strutture della scuola esistente. Tramite quest’esperienza si è creata l’occasione di sperimentare un metodo di costruzione, una rete di collaborazioni e una struttura pedagogica e organizzativa che potranno in futuro costituire la base per successivi interventi di miglioramento ed espansione della Scuola Comunale “G. Rodari”.

Nella messa a punto di questo percorso sperimentale in ambito socio-educativo le Arti Terapie e l’Artigianato Artistico Educativo sono stati  individuati come gli strumenti più  idonei per accompagnare la comunità coinvolta di bambini, genitori e insegnanti dalla fase esplorativa a quella costruttiva. È dunque in particolare in questo passaggio che si è collocato  l’intervento dell ‘A.P.S. Il Boschetto di Pan, attraverso la proposta di due laboratori,  rivolti a tutti gli attori coinvolti, uno di Teatro del Sé  e l’altro di Artigianato Artistico Educativo.  Le due giornate di laboratorio proposte dall’ A. P.S. Il Boschetto di Pan,  hanno avuto lo scopo di accompagnare bambini, genitori e insegnanti della Scuola G. Rodari in un processo di progettazione e costruzione creative, basato sul dialogo analogico e  sulla collaborazione reciproca, a partire da esperienze psicocorporee , percettive e relazionali, mirate a facilitare, attraverso il gioco simbolico , il contatto corporeo e la comunicazione non verbale, lo sviluppo della fiducia e della connessione tra i partecipanti, dando vita alla formazione di un gruppo, orientato al raggiungimento di un obiettivo condiviso. La ricerca, la scoperta e il dialogo tra “forme” prima corporee e poi grafiche ha permesso a ogni coppia genitore/bambino e a coppie di insegnanti di progettare e costruire insieme un oggetto artistico, attraverso l’attivazione di più canali: percettivo-sensoriale/ emotivo-relazionale/  cognitivo -verbale. In questo contesto il Teatro del Sé è stato perciò principalmente utilizzato per scoprire e rappresentare le “proprie forme” , e per trasformarle attraverso l’incontro con l’altro.