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Il Boschetto di Pan

Il Counseling Biosistemico

IL COUNSELING BIOSISTEMICO

Quando si fa uso dei linguaggi creativi, come la danza, la musica, l’arte figurativa , la comunicazione utilizzata è prevalentemente di tipo non verbale o,  nel caso del teatro, di tipo poetico/letterario.            

Con alcuni tipi di utenza, infatti,   può accadere che le parole non vengano utilizzate affatto, neanche nella delicata fase della restituzione dell’esperienza, che viene piuttosto effettuata con un linguaggio simbolico, gestuale, musicale, figurativo .

Ma, può invece accadere che con alcune tipologie di utenza si riveli importante saper padroneggiare le tecniche della comunicazione verbale  e che l’operatore debba possedere strumenti adeguati per facilitarla, sia nel setting individuale che nel gruppo.

Riteniamo che possedere competenze per poter offrire una restituzione verbale corretta all’utente, senza scivolare nel territorio proprio degli  interventi di tipo psicologico e/o psicoterapeutico, sia di fondamentale importanza per l’Operatore Olistico e ancora di più per l’Artiterapeuta.

Inoltre, che si faccia uso o meno delle parole, sviluppare la capacità di ascolto empatico e di accoglienza dei vissuti emozionali dell’utente è un requisito imprescindibile del conduttore espressivo-corporeo.

Il Counseling Biosistemico  è uno specifico indirizzo del Counseling, messo a punto dallo psichiatra e psicoterapeuta americano Jerome Liss , insieme a sua moglie Rita Fiumara Liss, una delle docenti della nostra Scuola,  che si basa sull’integrazione corpo-mente e sull’uso della Comunicazione Ecologica.

La particolarità della Biosistemica è il “bio”, cioè il corpo.

La Biosistemica ha come fondamento la neurofisiologia e ha l’obiettivo di connettere ed armonizzare la parte del sé rivolta al mondo esteriore (verbalizzazione) con quella rivolta al mondo interiore (emozione).  Pone, perciò, particolare attenzione, oltrechè al contenuto, al respiro, all’espressione, alla gestualità e all’empatia corporea.

Si basa, inoltre, sul concetto che nel negativo c’è un germe positivo, permettendo così una lettura creativa al disagio e alla difficoltà.

Saper padroneggiare la Comunicazione Ecologica permette all’operatore  di sviluppare la capacità di comunicare secondo i principi ecologici delle relazioni umane, basati sull’equilibrio tra i bisogni individuali e i bisogni del gruppo, di  sviluppare la capacità di ascolto e di empatia, di saper creare un clima affettivo e positivo, che sostiene il riconoscimento reciproco, di  saper facilitare lo sviluppo di un clima empatico e rispettoso del gruppo, di  saper gestire le trappole comunicative, di saper padroneggiare tecniche di restituzione verbale, di avere consapevolezza del proprio stile comunicativo e utilizzarlo efficacemente per facilitare la relazione e per instaurare un rapporto di fiducia con l’utente.